Ultima modifica: 29 aprile 2017
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Le studentesse vogliono contare! Il mese delle Stem – marzo 2017

 

La scuola partecipa all’iniziativa “Le Studentesse vogliono contare! Il mese delle Stem”

 

In occasione dell’iniziativa promossa dal Miur e dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri “Le Studentesse vogliono contare! Il mese delle Stem”, anche la nostra scuola ha promosso momenti di sensibilizzazione sui temi legati alla parità di genere. Infatti, da un recente sondaggio del Miur, solo il 38% delle studentesse indirizza il proprio percorso formativo e professionale verso le discipline cosiddette Stem (acronimo di Science, Technology, Engineering and Math). Le ragioni sono da ricercare anche negli stereotipi di ordine culturale che vogliono le donne meno predisposte a queste materie.

Il progetto rientra nella strategia di attuazione della Buona Scuola (comma 16) e nell’azione 20 prevista nel Piano Nazionale Scuola Digitale. 

L’animatore digitale e molti colleghi della secondaria di I°grado Fermi hanno supportato questa iniziativa incentivando lo studio e la passione per le Stem tra tutte le studentesse e gli studenti, sviluppando competenze sempre maggiori in un ambito che è in continuo sviluppo. Il risultato di questo progetto è stato un  Digital Storytelling ovvero la narrazione realizzata con strumenti digitali (web apps, webware) di un argomento strettamente legato alla fisica e alla tecnica – la velocità- per ottenere un racconto costituito da molteplici elementi di vario formato (video, audio, immagini, testi, mappe, ecc.). Caratteristiche di  questa tipologia comunicativa sono la ricchezza e varietà di stimoli e significati derivanti dall’alta densità informativa e dall’amalgama di codici, formati, eventi, personaggi, informazioni, che interagiscono tra loro attraverso molteplici percorsi e diverse relazioni analogiche.

Si tratta quindi di una forma di narrazione particolarmente indicata per forme comunicative come quelle presenti nella didattica; lo story tellig ha la capacità, supportato da elementi multimediali, di generare processi interpretativi e correlazioni concettuali significative e quella  di veicolare messaggi significativi e di forte impatto, strutturati secondo una logica di causa – effetto.

Ecco come due studentesse della classe 3E Giulia Stanzani e Sofia Cipriani, hanno commentato questo progetto: “Insieme abbiamo condiviso la volontà, la creatività e il sapere di ognuno sulla tecnologia. Per fare il video abbiamo utilizzato Filmora. Questo è un programma informatico che, oltre a creare video, dà anche la possibilità di modificarli. In questo modo abbiamo avuto l’opportunità di aggiungere foto, piccole sequenze e canzoni al nostro progetto. Il filmato è stato strutturato in 5 parti, che equivalgono a 5 materie: italiano, tecnologia, musica, arte e scienze.

Nel nostro elaborato abbiamo scelto, sotto forma di una recitazione, letta da una nostra compagna, una poesia intitolata “Alla stazione in una mattina d’autunno”, che parla appunto di un treno che lentamente e malinconicamente se ne va portando via la felicità di Carducci.

Per quanto riguarda tecnologia abbiamo voluto mostrare la nostra classe al lavoro mentre realizzavamo i nostri modellini (ponti, aerei, macchinine, navi…) oltre a questo abbiamo messo delle foto della nostra visita al  museo Paggio di Pontedera.

Per musica abbiamo aggiunto al nostro video delle canzoni consigliate dal professore ad esempio “Honkytonk train blues”. Per arte invece abbiamo mostrato i nostri elaborati sul futurismo e la velocità. Infine per scienze ci siamo sbizzarriti creando un video che parlava del moto dei corpi.

Questa esperienza è stata per noi intensa e positiva perché ci ha fatto scoprire nuove cose, anche su noi stessi e sulle nostre potenzialità, superando alcuni preconcetti, come quello che le ragazze non sanno usare il computer”.

Sofia e Giulia hanno fatto un’esperienza che le ha sorprese, come si può capire dalle loro parole: 

“Questa esperienza secondo noi è stata molto positiva, questo progetto è stato un modo per farci capire che anche le ragazze possono essere istruite come i ragazzi. Inizialmente volevamo ritirarci dal progetto, pensavamo che fosse solo una perdita di tempo. Dopo, passato un po’ di tempo, abbiamo capito che l’incarico che ci eravamo prese è stata una delle più belle esperienze fatte a scuola, perché abbiamo capito cosa significa mettersi in competizione con le altre classi e a lavorare in gruppo, visto che ce ne erano tre: 3° E 3°H e 3° G.  Grazie a questa competizione , abbiamo capito che è stato un incarico duro, ma che ne è valsa la pena. Spesso si pensa, che le femmine nelle cose tecnologiche non siano capaci di produrre qualcosa di positivo e ben fatto perché di computer, per esempio, capiscono poco; per questo motivo spesso le ragazze non vengono prese in considerazione per lavori che hanno a che fare con la tecnologia e loro stesse si tirano indietro. Invece a noi hanno dato la possibilità di provare, di vedere cosa sapevamo fare, ma la cosa bella è che non ci hanno sottovalutate ma hanno creduto in noi. Rifaremo sicuramente questa esperienza perché da essa abbiamo capito l’importanza del lavoro di gruppo, perché si impara a condividere idee diverse, ma soprattutto ad ascoltare”. 

 

Il digital story telling applicato alle discipline STEM  è stato un modo per mettere a confronto tra gli alunni le conoscenze e i saperi E dall’altro lato è un ottimo metodo per ridurre il divario tra maschi e femmine in questi ambiti, valorizzando il talento di ciascuno sia all’interno del percorso di studi che nelle scelte professionali. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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